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Nove ! E’ il numero dei Campioni che sono stati capaci di duplice affermazione nella CORSA ovvero l’Arco di Trionfo che, piaccia o non piaccia, è il traguardo e punto. Del resto nella classifica delle cento corse dell’anno è sovente al primo posto e quando va male non oltre il quarto. Sempre. In diversi poi sono riusciti a vincere dopo essere stati secondi, scavando nella memoria mi vengono in mente Nuccio, Allez France oppure Tony Bin ma ce ne saranno ben altri, magari non tantissimi.
Come in tutte le prime domeniche di ottobre, dal 1920 appunto a domenica, a Parigi si disputa l'Arc de Triomphe, classicissima del galoppo mondiale, mediamente seguita -giapponese più, giapponese meno, da un biliardino -inteso come misura numerica, non come calciobalilla-di persone grazie ai diritti tv venduti in decine di Paesi, ma anche in ventine o trentine, qualche volta compresa Mamma Rai che ormai, anche se ogni scarrafone è bello a mamma sua, si guarda bene e anche male dal trasmettere la maggior parte dei comunque improponibili eventi ippici di casa nostra, tipo, da Varenne in poi, il Derby di trotto che ha una dotazione, creata con soldi pubblici, superiore all'Amerique e all'Elitloop ma operatori a parte -e talvolta manco loro- nessuno due giorni dopo sa chi l'abbia corso e neppure chi l'abbia vinto.
Come si fa a non celebrare , anche se con calma e a bocce ferme, un Campione come Calandagan ? Oltretutto al termine di una annata che , per la scuderia e l’allevamento del Principe Karim Aga Khan, scomparso prima dell’estate, ed ora della Principessa Zahra, è stata fantastica.
MILANO. Federico Tesio ci ha insegnato a studiare e approfondire. Dunque, un'occhiata al pedigree della fresca vincitrice Tomiko, a grossa quota, è più che mai doveroso. La portacolori di Luigi Ginobbi, giubba rossa stella gialla, allenata da Paolo Aragoni, era maiden in 10 corse ma a due anni aveva già conquistato il neretto: seconda di Repubbliche Marinare e terza del Premio Dormello.
MILANO. Una qualitativa edizione del Premio Ambrosiano, gruppo 3 internazionale al centro della domenica di San Siro galoppo, ha visto rispettato il pronostico con l’affermazione del tedesco Grocer Jack. Il 4 anni sellato da Waldemar Hickst ha imposto alla compagnia il suo status di performer di alto livello, capace di figurare anche in corse di gruppo 1.
I cavalli arrivati a Milano dalla Germania hanno monopolizzato il ‘2000’ sul tracciato di pista grande: soltanto l’Aga Khan Shalamba, piazzandosi al terzo posto, ha saputo inserirsi fra gli ospiti tedeschi...EPSOM. Il Surrey e la sua corsa per antonomasia, quella galoppata sul miglio e mezzo, che dal 1780 si chiama Derby è epica nella sua definizione stessa di prova che laurea il miglior tre anni della stagione. E l’edizione 2016 che a qualche purista poteva sembrare sottotono, anche per il rebus di un campo affollato e del terreno pesante che, all’improvviso, da martedì ha mescolato ulteriormente le carte, non sfugge alla filosofia che fa di Epsom la pietra miliare del turf. Così dal primo sabato di giugno esce vincitore Harzand, appoggiato a 13 contro due, con dalla sua l’attitudine al terreno faticoso e quella casacca verde con le spalline rosse che tanta storia del galoppo ha scritto, i colori dell’Aga Khan.
CHANTILLY. Dopo Zarkava e Golden Lilac, anche l’imbattuta Avenir Certain si aggiunge alla prestigiosa lista delle cavalle riuscite nell’impresa di conquistare il famigerato doppio Poule des Pouiliches – Diane. Una gara avvincente ed assai incerta, risolta nel finale dall’allieva di Jean Cloud Rouget, protagonista di una frazione conclusiva superba al largo dello schieramento...
LEOPARDSTOWN. La prima stagionale a Leopardstown proponeva i tradizionali Trial in preparazione alle prossime Ghinee, due valide prove divise per sesso che hanno sancito interessanti novità. Fra le femmine sui sette furlong, successo per l’allieva di Aidan O’Brien Bracelet, un buonissimo prospetto da Montjeu, capace nel finale di regolare l’attesa portacolori di Aga Khan Balansiya. Giocabile a sette contro uno, la Coolmore pilotata da Joseph O’Brien, è venuta a capo di una gara non semplice, recuperando svariate lunghezze dalla penultima posizione, compito mai troppo semplice sulla veloce e breve retta di Leopardstown...
































