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Come in tutte le prime domeniche di ottobre, dal 1920 appunto a domenica, a Parigi si disputa l'Arc de Triomphe, classicissima del galoppo mondiale, mediamente seguita -giapponese più, giapponese meno, da un biliardino -inteso come misura numerica, non come calciobalilla-di persone grazie ai diritti tv venduti in decine di Paesi, ma anche in ventine o trentine, qualche volta compresa Mamma Rai che ormai, anche se ogni scarrafone è bello a mamma sua, si guarda bene e anche male dal trasmettere la maggior parte dei comunque improponibili eventi ippici di casa nostra, tipo, da Varenne in poi, il Derby di trotto che ha una dotazione, creata con soldi pubblici, superiore all'Amerique e all'Elitloop ma operatori a parte -e talvolta manco loro- nessuno due giorni dopo sa chi l'abbia corso e neppure chi l'abbia vinto.
Una corsa di gran fascino questo Arc 2026, domenica a Longchamp, crocevia del galoppo internazionale con presenze francesi, inglesi, irlandesi e dal Giappone per la corsa più importante al mondo. Si corre sulla più selettiva delle piste francesi, con quella curva in discesa, la falsa dirittura che chiama i cavalli ad uno sforzo anticipato, introduzione alla 'vera' dritta conclusiva, non lunghissima, 500 metri ma decisivi dopo aver cambiato spesso azione.
Questo giovedì all'ippodromo del Visarno galoppano sul manto verde i purosangue per una giornata all'insegna di partenti e qualità, per dotazione monetaria una delle più rilevanti della stagione settembre-ottobre. E' il giorno del Premio Firenze, handicap principale per i tre anni sui 2200 della pista grande, in un convegno dove c'è anche la TQQ, abbinata ad un handicap di classe 4 per i tre anni ed oltre sui 2000 di pista grande.
Firenze recupera e riattualizza una vecchia consuetudine, anni Settanta/Ottanta, quella della domenica di galoppo all'ippodromo del Visarno. E in questo tredici settembre sono 7 le corse in programma, che hanno raccolto 69 partenti, dunque campi gara attraenti sia sul versante della spettacolarità della corsa che quello della scommettibilità.
Un buon motivo nel giovedì al Visarno, secondo convegno della stagione autunnale del galoppo di Firenze. E' ben riuscito l'handicap di classe 3 sui 2000 metri in un campo qualitativo visto che il nr. 1 della perizia è un secondo della Coppa del Mare, l'eccellente 4 anni Vola Gesso, 4 vittorie nelle 11 corse disputate.
Lui si chiama Infinity Focus, è un bellissimo purosangue che ha scavalcato i 10 anni, è in Italia praticamente da sempre, scelto da quella Taika Raulo che è poi diventata ed è ancora la sua allenatrice, a volte la sua jockette, sempre e per sempre la sua amica del cuore, con cui giocare e ogni tanto inventarsi qualche capriccio e qualche scherzetto, con l'affetto e il rispetto che Taika, comunque, si merita e, a parole, pretende, anche se in realtà quello che lei chiama "Il mio Leone", è tra i cavalli più viziati della storia di Roma, la città dove abitano e dove oggi sono, finalmente, tornate le gare a Capannelle.
Nel programma della notturna di venerdì a Livorno spicca una ben riuscita prova per cavalieri e amazzoni. Il Premio Claudio Tolomei sarà la quarta corsa, sulla distanza dei 1950 metri. Ha raccolto le adesioni di 12 purosangue. Sei e sei, nel senso che avremo sei cavalieri e sei ladies a sostenere i propri cavalli sulla pista del mare.
Il grande meeting di Ferragosto si articola in due giornate di corse: sabato 15 (8 corse) e domenica 16 agosto (6 corse) a Maia. Si comincia sabato 15, al centro del programma di 8 corse per purosangue il Premio delle Alpi, da sempre uno dei più suggestivi e spettacolari handicap italiani, sui volanti 1600 metri di Maia.
































